Per molto tempo ho pensato che la parte che mi piacesse di più fosse costruire qualcosa.
Col tempo mi sono accorto che non è così.
La parte che mi appassiona davvero arriva prima.
È il momento in cui provo a capire come funziona un sistema.
Osservarlo.
Farmi domande.
Immaginare un modo più semplice, più elegante o semplicemente più naturale per far collaborare le sue parti.
È una sensazione molto simile a quella che provavo da bambino costruendo con i LEGO.
O a quella che provo ancora oggi risolvendo un buon enigma.
Per questo faccio fatica a considerarlo soltanto un lavoro.
Se nessuno mi chiedesse di farlo, probabilmente continuerei comunque.
Magari durante una passeggiata.
Mentre nuoto.
Ascoltando musica.
Oppure in una domenica senza programmi.
Le idee migliori arrivano quasi sempre così.
Quando smetto di cercare una soluzione e inizio semplicemente a giocare con una domanda.
Ripensandoci, è sempre stato questo il filo conduttore del mio percorso.
Non una tecnologia.
Non una professione.
Il piacere di capire come funzionano le cose.
E la soddisfazione che provo quando, all’improvviso, una soluzione sembra così semplice da far pensare che sia sempre stata lì.
Le idee che mi accompagnano più a lungo sono quasi sempre quelle con cui finisco per giocare.