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Adattabilità

Molti sistemi vengono progettati partendo da un’ipotesi.

“Tanto questa cosa non succederà mai.”

“Avremo al massimo tre iscritti.”

“Queste due sedi non verranno mai utilizzate dalla stessa persona.”

Sono frasi che sento spesso all’inizio di un progetto.

E quasi sempre finiscono per diventare il problema successivo.

Lavorando ai sistemi di gestione delle iscrizioni per camp estivi mi sono reso conto che il vero obiettivo non era costruire un processo capace di gestire la situazione di oggi.

Era costruire un sistema capace di adattarsi a quella di domani.

Ogni anno cambiano sedi, settimane, promozioni, disponibilità, convenzioni, regole e modalità di iscrizione.

Invece di trasformare ogni eccezione in una modifica al software, ho cercato di costruire uno scheletro basato su regole generali e moduli indipendenti.

Le informazioni cambiano.

Le regole del sistema molto meno.

Gran parte del lavoro consiste semplicemente nell’aggiornare i dati.

Non nel riscrivere il processo.

Con il tempo ho capito che progettare significa anche resistere alla tentazione di trasformare un’ipotesi in un vincolo.

Se non conosco ancora tutte le risposte, preferisco lasciare una porta aperta.

Perché i requisiti cambiano.

Le persone cambiano.

Le organizzazioni cambiano.

Un buon sistema dovrebbe poter cambiare con loro.

È lo stesso principio che rende resilienti gli ecosistemi.

Non sopravvivono perché sono perfettamente ottimizzati per una sola condizione.

Sopravvivono perché sanno adattarsi quando quella condizione cambia.

Cerco di progettare i sistemi nello stesso modo.

Le ipotesi invecchiano. I buoni principi durano molto più a lungo.